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Naruto III - Cronicles of Uzu, rielaborato
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"L'uomo creò Dio a sua immagine e somiglianza"

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UN NUOVO MAESTRO

Hanabi era stufa, erano bastati un paio di colpi ben assestati e il suo nuovo maestro era già crollato, proprio come gli altri. Non che lei fosse più forte di loro, questo no, benché la giovane Hyuga si fosse diplomata all'accademia a undici anni, il suo livello era quello di un chunin, e non sarebbe mai riuscita a battere un jonin, a meno che quel jonin non l'avesse sottovalutata pensando a lei come a un normale studente, cosa che era successa, ogni volta, ed ora Hanabi era stufa.

– Sei impazzita Hanabi, è già il quarto jonin a cui ti ribelli! – a giudicare dall'espressione del Godaime, Hanabi non era l'unica ad essere stanca della situazione.
– Se lei si decidesse a darmi un maestro adatto alle mie capacità.
Tsunade stava per replicare quando un ragazzo biondo entrò nella stanza esclamando – Giorno nonna tsunade, a una missione x me vero?
– No Naruto... aspetta: forse si – Tsunade rise soddisfatto sotto il copricapo da Hokage, avrebbe preso due piccioni con una fava, o almeno questo era ciò che sperava.

E quello fu il primo incontro tra Naruto Uzumaki e Hanabi Hyuga, il secondo avvenne, sotto ordine di Tsunade, la mattina successiva, nello stesso campo di allenamento dove Naruto era diventato genin.
– Oh beh! Cominciamo con le presentazioni – disse il ragazzo – io mi chiamo Naruto Uzumaki, adoro il ramen, odio chi si reputa superiore agli altri, e il mio sogno è di diventare Hokage. E sinceramente non mi andrebbe di farti da maestro.
– Hyuuga Hanabi, non ho nulla che mi piaccia o che odi in particolare, non vedo il motivo per cui dovrei parlarti dei miei sogni, e neanche io fremo all'idea di essere allieva di uno come te.
– Hyuuga, eh, puoi dirmi quali tecniche del tuo clan conosci?
– Pugno gentile, 64 chiusure, rotazione suprema. Perchè?
– Nulla, ma ora voglio una dimostrazione pratica.

Hanabi era sicura di batterlo, era facile, aveva già battuto altri chunin in precedenza e a volte anche dei jonin, ma questo non era un semplice chunin, era di gran lunga più bravo, ma soprattutto non la stava sottovalutando.
– Posso chiederle una cosa Naruto-sensei? - disse.
– Si... chiedi pure – rispose Naruto un po' imbarazzato, già era difficile che Hanabi lo accettasse come maestro, ma che lo chiamasse sensei e che gli desse pure del lei, non se lo aspettava proprio.
- Tutti gli altri mi avevano sottovalutata, perchè lei non lo ha fatto?
- Non sottovaluterei mai i miei avversari, non lo ho mai fatto e non lo farò mai, chi sottovaluta gli altri merita la sconfitta – disse con decisione.
Hanabi era rimasta sorpresa dalla risposta – Come fa a essere cosi forte?
Naruto rimase interdetto – Ehm... in che senso?
- Non ho mai incontrato qualcuno con una tale determinazione prima d'ora, lei non ha combattuto con me solo perchè gliel'ha ordinato il Godaime.
- Hai ragione, non si può diventare forti solo con le proprie abilita innate, o affidandosi solo a tecniche potenti, bisogna fissarsi un obbiettivo e continuare ad allenarsi finchè non lo si ha raggiunto.
Voglio riuscire a sconfiggerti pensò Hanabi questo è il mio obbiettivo, ma dubito sia umanamente possibile farlo in uno scontro fisico, quindi ti sconfiggerò in una maniera diversa: ti farò aprire gli occhi verso i sentimenti di Hinata. Alla prima occasione vedrai di che pasta è fatta Hanabi Hyuga!

L'occasione si presentò qualche mese dopo. Hanabi si era allenata fino allo sfinimento e Naruto la stava portando sulle spalle fino a villa Hyuga. Bussò e gli aprì Neji – Hanabi ha di nuovo esagerato con gli allenamenti, eh? – disse il ragazzo.
- Non è vero – affermò Hanabi scendendo dalla schiena di Naruto, mosse qualche passo verso casa ed infine crollò a terra per la stanchezza.
Neji la sostenne prontamente – Mi sembra di si invece, Naruto, vuoi entrare?
- Beh, se proprio insisti.
Si sedettero e Neji andò a prendere del te.
In quel momento entrò Hinata, vide Naruto e subito arrossì vistosamente – N-Naruto-kun – disse timidamente.
- Ehi, ciao Hinata, è da un po che non ci si vede.
Hinata non rispose, rimase immobile a contemplare Naruto per alcuni secondi poi bofonchiò uno “scusate” e si fiondò su per le scale, fermandosi non appena scomparve alla vista di Naruto e rimase ad ascoltare.
- Ma... che gli è preso ad Hinata? – domandò Naruto
- Non dovrebbe esserle difficile capirlo dal momento che può percepire i suoi sentimenti – gli bisbigliò Hanabi
- Scordatelo, non uso la mia abilità innata senza un motivo. E poi ti ho detto un'infinità di volte di non darmi del lei.
- Scusi Naruto-sensei.
- Ora devo andare. Ciao a tutti - uscì chiudendosi la porta alle spalle.
Però, non è una cattiva idea, potrei capire cosa frulla nella testa di Hinata e contemporaneamente fare pratica col Naokogan.
Naruto guardo nella finestra, Hinata era tornata giù ed ora Hanabi la stava rimproverando, stavano parlando di lui uhm, vediamo un po' i suoi occhi diventarono di un azzurro profondissimo, la pupilla si schiarì e l'iride diventò meno definita, guardò dentro la finestra: in Neji non percepì nulla di rilevante, Hanabi provava troppe emozioni per poter capire quali fossero, ma quando guardò Hinata percepì tristezza, probabilmente dovuta ad Hanabi, e contemporaneamente anche amore.
Prova amore e tristezza allo stesso tempo? Che soffra per amore? Però Hanabi mi ha nominato, possibile che io...? Naaa, avrò capito male. O forse no?
- Ehi Naruto – Kiba ruppe il filo dei suoi pensieri
- Uh, ciao Kiba cosa ci fai qui?
- Potrei farti la stessa domanda, ma non ho tempo, l'Hokage ci vuole – bussò alla porta – Ehi Hinata, abbiamo una missione.
- Arrivo – gli rispose la ragazza uscendo di corsa di case e immobilizzandosi non appena vide Naruto.

- Ho una missione di grado B da affidarvi: dovete catturare un criminale che si aggira nei pressi di Kusa – disse Tsunade ai tre chunin di fronte a lei. Probabilmente l'unico attento era Kiba, Naruto pensava a ciò che aveva visto poco prima, Hinata invece non pensava: era troppo agitata dalla presenza di Naruto per farlo.
- Questi sono i dati relativi – disse la donna porgendo un foglietto ai ragazzi – ora andate e, buona fortuna!

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CITAZIONE
Mamma, sono uscita con amici. Sono andata ad una festa e mi sono ricordata quello che mi avevi detto: di non bere alcolici. Mi hai chiesto di non bere visto che dovevo guidare, cosi ho bevuto una Sprite. Mi son sentita orgogliosa di me stessa, anche per aver ascoltato il modo in cui, dolcemente, mi hai suggerito di non bere se dovevo guidare, al contrario di quello che mi dicono alcuni amici. Ho fatto una scelta sana ed il tuo consiglio è stato giusto. Quando la festa e finita, la gente ha iniziato a guidare senza essere in condizioni di farlo. Io ho preso la mia macchina con la certezza che ero sobria. Non potevo immaginare, mamma, ciò che mi aspettava... Qualcosa di inaspettato! Ora sono qui sdraiata sull'asfalto e sento un poliziotto che dice: "Il ragazzo che ha provocato l'incidente era ubriaco". Mamma, la sua voce sembra così lontana... Il mio sangue è sparso dappertutto e sto cercando,con tutte le mie forze, di non piangere. Posso sentire i medici che dicono: "Questa ragazza non ce la farà". Sono certa che il ragazzo alla guida dell'altra macchina non se lo immaginava neanche, mentre andava a tutta velocita. Alla fine lui ha deciso di bere ed io adesso devo morire... Perchè le persone fanno tutto questo, mamma? Sapendo che distruggeranno delle vite? Il dolore è come se mi pugnalasse con un centinaio di coltelli contemporaneamente. Dì a mia sorella di non spaventarsi, mamma, di a papà di essere forte. Qualcuno doveva dire a quel ragazzo che non si deve bere e guidare... Forse, se i suoi glielo avessero detto, io adesso sarei viva... La mia respirazione si fa sempre piu debole e incomincio ad avere veramente paura... Questi sono i miei ultimi momenti,e mi sento così disperata...Mi piacerebbe poterti abbracciare mamma, mentre sono sdraiata, qui, morente. Mi piacerebbe dirti che ti voglio bene per questo... Ti voglio bene e.... addio. Queste parole sono state scritte da un giornalista che era presente all'incidente. La ragazza, mentre moriva, sussurrava queste parole ed il giornalista scriveva...scioccato. Questo giornalista ha iniziato una campagna contro la guida in stato di ebbrezza. Se questo messaggio è arrivato fino a te e lo cancelli... Potresti perdere l'opportunita, anche se non bevi, di far capire a molte persone che la tua stessa vita è in pericolo. Questo piccolo gesto può fare la differenza. Non ti costa nulla: mettilo sulla tua firma grazie

 
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Wow!!!! >.< metti il seguito mi racc!


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*Perdonerò la luna piena, che sta sera brilla fiera. Questo, il mare più piccolo del mondo, è un mare di lacrime.*

Clover



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eccolo

BATTAGLIA NEL FANGO

Tre figure stavano avanzando velocemente nella foresta dirigendosi verso il villaggio dell'erba, la prima era affiancata da un grosso cane, a chiudere la fila era una ragazza dai lunghi capelli neri che osservava la persona davanti a lei, un ragazzo biondo con lo sguardo perso nel vuoto.
- Ci siamo ragazzi, Akamaru ha fiutato qualcosa – disse la prima figura fermandosi.
Hinata si fermò accanto a lui, attivò il Byakugan e dopo pochi secondi – Ecco, lo vedo, si trova a quattro kilometri a nord-est da qui.
- Andiamo.
Dopo poco i tre giunsero nei pressi di una radura, ai piedi di un grosso albero era seduto un uomo.
- Eccoci, è lui – disse Hinata – però, in lui c'è qualcosa di strano.
- Non importa, muoviamoci – disse Naruto uscendo allo scoperto e lanciando uno shuriken verso l'uomo che colpito dall'arma si dissolse in un cumulo di fango.
- Sorpresi? – disse l'uomo spuntando da dietro Kiba e Hinata.
I due ragazzi schizzarono lontano dall'uomo e andarono ad affiancare Naruto.
L'uomo uscì dai cespugli, aveva dei lunghi capelli marroni raccolti in una coda, occhi grigi e sembrava piuttosto provato – Tsk, se voi tre mocciosi siete tutto quello che Konoha è riuscita a trovare allora siete messi proprio male, ma lasciate che mi presenti: sono Doromaru Kurogi, l'artefice della vostra fine!
- Staremo a vedere – disse Kiba lanciandosi contro l'avversario – zanne perforanti!
Un muro di fango nero sbarrò la strada a Kiba che venne sbalzato via e atterrò con un tonfo al punto di partenza.
- Tsk, piccolo moccioso, la mia difesa di fango è praticamente impenetrabile, non ti sarà facile colpirmi.
- Ora tocca a me, tecnica della moltiplicazione del corpo! - urlò Naruto creando una decina di copie che si avventarono sull'avversario. Questa volta il fango si protrasse verso i cloni di Naruto afferrandoli per poi stringerli e farli esplodere.
- Hinata – disse Kiba – cerca i punti deboli.
- Ok, Byakugan – Hinata osservò il fango per alcuni secondi, poi d'improvviso impallidì.
- Hinata, che ti succede? - chiese Naruto.
- Non-non è possibile – disse tremante la ragazza – non ha alcun punto debole.
- Ve lo avevo detto, mocciosi, che non sarete mai riusciti a sconfiggermi.
- Drago acquatico! – urlò una voce femminile dal fitto del bosco, quindi un enorme drago d'acqua si schiantò sullo scudo di fango di Doromaru. Subito dopo una ragazza comparve dalla parte opposta tentando di colpire Doromaru, il fango però si dimostrò più veloce di lei, afferrandola per una gamba e lanciandola contro un albero.
- Bastardo! – urlò Kiba lanciandosi contro Doromaru.
Naruto afferrò Kiba per un braccio – Fermo Kiba, ho un piano, tu colpiscilo ripetutamente, al resto penso io.
- Ok, zanne perforanti – Kiba e Akamaru si scagliarono contro Doromaru che creò una sfera di fango per difendersi.
Mentre Kiba continuava a colpire la sfera di fango in ogni punto possibile, Naruto si preparò ad utilizzare il Rasengan.
- Muoviti Naruto – urlò Kiba.
- Un attimo, ecco ci sono, Rasengan!
Naruto corse verso Doromaru e colpì lo scudo di fango con il Rasengan senza però riuscire a penetrarvi, al contrario il fango si protese verso Naruto al fine di inglobarlo.
Cazzo, qui si mette male, mi serve il chakra vento, però...chi se ne frega, tentiamo.
Naruto infuse un po' di chakra vento nel Rasengan che aumentò di potenza distruggendo la barriera di fango per poi colpire nel ventre Doromaru che venne sbalzato privo di sensi a parecchi metri di distanza, mentre Kiba e Hinata correvano in soccorso di Naruto, chino a terra con il braccio dolorante.
- T-tutto bene, Naruto-kun? - chiese Hinata.
- Io sto bene, ma non posso dire lo stesso della ragazza di prima – rispose Naruto guardando la kunoichi che li aveva aiutati poco prima, era ancora li, ai piedi dell'albero.
I tre si diressero verso di lei, giaceva a terra, svenuta; doveva avere pressappoco la loro stessa età, aveva i capelli di un rosso cupo, quasi marrone, leggermente mossi e raccolti in una coda e indossava una divisa da chunin.
- Ehilà, mi senti? - chiese Kiba scuotendo leggermente la ragazza, ma lei diede segni di ripresa solo quando Akamaru le diede una leccata in faccia – c-che... cosa... – disse ancora intontita.
- Ti sei svegliata finalmente – disse kiba.
Lei aprì gli occhi rivelando due iridi verde smeraldo, vide Kiba e arrossì.
- Chi... chi siete – farfugliò rimettendosi a sedere ed estraendo un kunai.
Kiba indietreggiò e cadde a terra – Tranquilla, tranquilla, non vogliamo farti del male.
- Ha ha! Comunque, grazie per averci aiutato prima – disse Naruto porgendole una mano.
La ragazza afferrò la mano di Naruto e si mise in piedi – Di nulla, ma ora dove si trov... - s'interruppe appena vide Doromaru steso a terra poco lontano – c-come avete fatto??! – esclamò stupita.
- Tutto merito mio! – disse Naruto.
- Come no, senza di me ora saresti una frittella – ribatté Kiba.
- Ma se tu non hai fatto niente!
- Vuoi vedere come non faccio niente? - Kiba si avventò su Naruto.
- Devi scusarli – intervenne Hinata – sono un po' infantili, a proposito, io sono Hyuga Hinata, di Konoha.
- Uzumaki Nizu, del villaggio di Uzu – disse la ragazza lasciando allibiti i suoi interlocutori.

- E così sei il figlio di Kushina, incredibile – Nizu si trovava in groppa ad Akamaru, era ancora indolenzita per lo scontro, e Naruto le aveva appena raccontato la sua storia.
- Forte vero? - disse Naruto.
- Ehi, siamo quasi arrivati – annunciò Kiba – forza Akamaru, vediamo chi arriva prima – i due aumentarono di velocità, trascinandosi dietro Nizu strillante.
- A quanto pare siamo rimasti soli – disse Naruto fermandosi.
Hinata si fermò a sua volta e raggiunse Naruto – Naruto-kun...
- Hinata – la interruppe Naruto – prima di partire ti ho sentito parlare con tua sorella – Hinata sobbalzò – parlavate di me, vero? - continuò Naruto.
Hinata cominciò a tremare – N-Naruto-kun io...
- Ti prego dimmi cosa avete detto – urlò Naruto afferrando Hinata per le spalle.

- Si!!! Missione compiuta – esultò Hanabi dalla sua stanza – non pensavo sarebbe stato così facile!
- Così facile, cosa? - Hiashi era appena entrato.
- Niente, niente, papà, scusa ma devo andare, ciao – disse Hanabi uscendo dalla stanza e scendendo in fretta le scale, diretta verso le porte di Konoha.
- Torna subito qui! – urlò Hiashi senza ottenere risposta – maledetto Uzumaki!

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CITAZIONE
Mamma, sono uscita con amici. Sono andata ad una festa e mi sono ricordata quello che mi avevi detto: di non bere alcolici. Mi hai chiesto di non bere visto che dovevo guidare, cosi ho bevuto una Sprite. Mi son sentita orgogliosa di me stessa, anche per aver ascoltato il modo in cui, dolcemente, mi hai suggerito di non bere se dovevo guidare, al contrario di quello che mi dicono alcuni amici. Ho fatto una scelta sana ed il tuo consiglio è stato giusto. Quando la festa e finita, la gente ha iniziato a guidare senza essere in condizioni di farlo. Io ho preso la mia macchina con la certezza che ero sobria. Non potevo immaginare, mamma, ciò che mi aspettava... Qualcosa di inaspettato! Ora sono qui sdraiata sull'asfalto e sento un poliziotto che dice: "Il ragazzo che ha provocato l'incidente era ubriaco". Mamma, la sua voce sembra così lontana... Il mio sangue è sparso dappertutto e sto cercando,con tutte le mie forze, di non piangere. Posso sentire i medici che dicono: "Questa ragazza non ce la farà". Sono certa che il ragazzo alla guida dell'altra macchina non se lo immaginava neanche, mentre andava a tutta velocita. Alla fine lui ha deciso di bere ed io adesso devo morire... Perchè le persone fanno tutto questo, mamma? Sapendo che distruggeranno delle vite? Il dolore è come se mi pugnalasse con un centinaio di coltelli contemporaneamente. Dì a mia sorella di non spaventarsi, mamma, di a papà di essere forte. Qualcuno doveva dire a quel ragazzo che non si deve bere e guidare... Forse, se i suoi glielo avessero detto, io adesso sarei viva... La mia respirazione si fa sempre piu debole e incomincio ad avere veramente paura... Questi sono i miei ultimi momenti,e mi sento così disperata...Mi piacerebbe poterti abbracciare mamma, mentre sono sdraiata, qui, morente. Mi piacerebbe dirti che ti voglio bene per questo... Ti voglio bene e.... addio. Queste parole sono state scritte da un giornalista che era presente all'incidente. La ragazza, mentre moriva, sussurrava queste parole ed il giornalista scriveva...scioccato. Questo giornalista ha iniziato una campagna contro la guida in stato di ebbrezza. Se questo messaggio è arrivato fino a te e lo cancelli... Potresti perdere l'opportunita, anche se non bevi, di far capire a molte persone che la tua stessa vita è in pericolo. Questo piccolo gesto può fare la differenza. Non ti costa nulla: mettilo sulla tua firma grazie

 
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Sempre + bella ><


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grazzie

»Yagura
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CITAZIONE
Mamma, sono uscita con amici. Sono andata ad una festa e mi sono ricordata quello che mi avevi detto: di non bere alcolici. Mi hai chiesto di non bere visto che dovevo guidare, cosi ho bevuto una Sprite. Mi son sentita orgogliosa di me stessa, anche per aver ascoltato il modo in cui, dolcemente, mi hai suggerito di non bere se dovevo guidare, al contrario di quello che mi dicono alcuni amici. Ho fatto una scelta sana ed il tuo consiglio è stato giusto. Quando la festa e finita, la gente ha iniziato a guidare senza essere in condizioni di farlo. Io ho preso la mia macchina con la certezza che ero sobria. Non potevo immaginare, mamma, ciò che mi aspettava... Qualcosa di inaspettato! Ora sono qui sdraiata sull'asfalto e sento un poliziotto che dice: "Il ragazzo che ha provocato l'incidente era ubriaco". Mamma, la sua voce sembra così lontana... Il mio sangue è sparso dappertutto e sto cercando,con tutte le mie forze, di non piangere. Posso sentire i medici che dicono: "Questa ragazza non ce la farà". Sono certa che il ragazzo alla guida dell'altra macchina non se lo immaginava neanche, mentre andava a tutta velocita. Alla fine lui ha deciso di bere ed io adesso devo morire... Perchè le persone fanno tutto questo, mamma? Sapendo che distruggeranno delle vite? Il dolore è come se mi pugnalasse con un centinaio di coltelli contemporaneamente. Dì a mia sorella di non spaventarsi, mamma, di a papà di essere forte. Qualcuno doveva dire a quel ragazzo che non si deve bere e guidare... Forse, se i suoi glielo avessero detto, io adesso sarei viva... La mia respirazione si fa sempre piu debole e incomincio ad avere veramente paura... Questi sono i miei ultimi momenti,e mi sento così disperata...Mi piacerebbe poterti abbracciare mamma, mentre sono sdraiata, qui, morente. Mi piacerebbe dirti che ti voglio bene per questo... Ti voglio bene e.... addio. Queste parole sono state scritte da un giornalista che era presente all'incidente. La ragazza, mentre moriva, sussurrava queste parole ed il giornalista scriveva...scioccato. Questo giornalista ha iniziato una campagna contro la guida in stato di ebbrezza. Se questo messaggio è arrivato fino a te e lo cancelli... Potresti perdere l'opportunita, anche se non bevi, di far capire a molte persone che la tua stessa vita è in pericolo. Questo piccolo gesto può fare la differenza. Non ti costa nulla: mettilo sulla tua firma grazie

 
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RICORDI DOLOROSI

- Naruto-sensei, Hinata-chan, com'è andata la missione? - urlò Hanabi arrivando dinnanzi le porte di Konoha.
- Bene Hanabi, un momento, ma tu come hai fatto a sapere che stavamo arrivando proprio adesso? Non ci avrai mica spiati!?
- Ma no, no – si difese la ragazza – stavo solo osservando le porte di Konhoa
- Dubito tu sia riuscita ad andare da casa tua a qui in mezzo secondo!
- Ehm... io... devo andare da Kyu-chan, ciao – Hanabi corse via ridendo.
- Torna subito qui! Hanabi! - urlò Naruto senza però essere ascoltato – Lasciamo perdere – poi si voltò verso Hinata – Scusa Hinata ma devo andare anch'io, dislocazione istantanea! – tempo di pronunciare il nome della tecnica, e il ragazzo era già sparito.

Contemporaneamente, dall'altra parte del villaggio, vicino ad un boschetto, stava un bambino di circa sette anni, dai capelli rossi e l'espressione triste. Davanti a lui, otto lapidi nere disposte a semicerchio sulle quali erano incise figure di animali.
- Fratelli, scusatemi se non ci sono ancora riuscito – disse accarezzando la seconda lapide da sinistra una lapide.
- Non preoccuparti, noi abbiamo fiducia in te – dalla lapide era emerso del chakra che poi aveva assunto la forma di una bambina – vedrai che prima o poi ci riuscirai.
Intanto anche dalle altre lapidi era emerso del chakra che aveva poi assunto sembianze di bambini.
- Forza Kyù, non devi mai smettere di provarci – disse il bambino della quarta lapide - e ricorda che siamo tutti con te, anche Hachi – aggiunse con sarcasmo indirizzando lo sguardo verso l'ottava lapide.
Kyù sorrise – Grazie ragazzi.
All'improvviso qualcuno comparve dietro di lui e gli spiriti intorno a lui si dissolsero.
- Naruto nii-san – disse il bambino girandosi.
- Ciao Kyù – lo salutò Naruto - hai fatto progressi?
- No, non molti.
- Che?! Con tutto il chakra che hai...
- Avevo – lo interruppe Kyù – ti ricordo che ho perso la maggior parte del mio chakra riportando in vita tua madre! Sono solo un bijuu, non dio!
- Ok, come vuoi tu – gli rispose Naruto sarcastico – ora però dobbiamo tornare a casa.

- Sono tornato – annunciò Naruto varcando la soglia di casa. Non sentendosi però arrivare alcuna risposta, urlò – mamma!
- Uh!? Chi!? Cosa!? Oh, ciao tesoro, sei già qui? – rispose una voce femminile in un altra stanza, poi da una porta uscì una donna dai lunghi capelli rossi.
- Alla buon'ora – sbuffò Naruto.
- Scusa tesoro, ero sovrappensiero – si giustifico la donna. Dimostrava circa trent'anni, aveva gli occhi verde smeraldo e una volpe tatuata sul braccio destro. Indossava un kimono bianco, stretto in vita da una fascia dei colori dell'arcobaleno.
- Altro che sovrappensiero, tu eri in trans! – la accusò Naruto.
- Eri con Minato, vero? - aggiunse Kyu.
- Ehm, si, si capiva?
- Secondo te!? Eri così imbambolata che ho dovuto urlare per svegliarti!
- Ok, io sarò anche imbambolata, ma tu mi sembri un po' nervosetto. Dì, che hai fatto in missione?
- Ha baciato mia sorella – urlò Hanabi facendo capolino dalla porta.
- E tu che ci fai qui Hanabi!? - urlò Naruto decisamente alterato.
- Ehm, nulla, prendo Kyu e vado – disse Hanabi afferrando Kyu per un braccio e trascinandolo quasi di peso con lei – a dopo capo – disse poi uscendo.
- Ehi, fermati, torna immediatamente qui! - gridò Naruto mentre la sua allieva si allontanava.
- E così... – cominciò a dire Kushina, ma non fece a tempo a continuare la frase che venne bloccata da Naruto.
- Ok, me lo racconterai più tardi – aggiunse mentre il ragazzo entrava nella sua stanza.

- Come ti senti ora Nizu? – chiese Tsunade.
- Molto meglio Godaime-sama, la ringrazio per ciò che ha fatto – rispose la ragazza. Si trovava in una camera d'ospedale azzurra con quattro letti, in uno c'era lei, mentre gli altri erano vuoti. Accanto a ogni letto vi era un comodino mentre alla sua destra una grande finestra illuminava la stanza.
- Oh, non c'è bisogno che mi ringrazi, non avevi ferite particolarmente gravi, piuttosto dovresti ringraziare Kiba che ti ha portato da me – la donna fece una pausa – nonostante i metodi – aggiunse in tono severo.
Kiba ridacchiò. Il ragazzo era seduto sul letto accanto a Nizu, Akamaru invece era dovuto restare fuori.
La ragazza sorrise ricordando come Kiba e Akamaru l'avessero portata fino nell'ufficio del Hokage, entrando per la finestra e scatenando quindi la rabbia del Godaime.
- Ora scusate ma devo proprio andare – disse Tsunade lasciando soli i due ragazzi.
- Allora – disse Kiba per rompere il ghiaccio – come mai ti hanno mandato in missione da sola?
- Non è che mi abbiano mandata li da sola – rispose Nizu – non mi ci avrebbero mandata neppure come scorta in una missione del genere; ci sono andata io, di mia iniziativa, volevo fare qualcosa di buono per il clan, una volta tanto.
- In che senso “una volta tanto”? – chiese nuovamente Kiba.
- Il mio clan possiede un'incredibile abilità innata: il Naokogan. Questa consiste principalmente in una struttura fisica molto più resistente del normale e permette di aprire con più facilità la porte del chakra; in alcuni casi si può avere delle abilità specifiche di un individuo, soprattutto in seguito ad un trauma o un evento particolarmente significativo, mi segui?
- Si, ma ancora non capisco dove stia il problema.
- Beh, io riesco ad aprire si e no la seconda porta, mentre dovrei saper padroneggiare già la terza, insomma sono solo un peso – la ragazza abbassò lo sguardo e delle lacrime le scesero dal volto.
Kiba si rattristò Uffa, detesto vedere una ragazza così carina piangere! Carina? L'ho davvero pensato!?

»Yagura
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Mamma, sono uscita con amici. Sono andata ad una festa e mi sono ricordata quello che mi avevi detto: di non bere alcolici. Mi hai chiesto di non bere visto che dovevo guidare, cosi ho bevuto una Sprite. Mi son sentita orgogliosa di me stessa, anche per aver ascoltato il modo in cui, dolcemente, mi hai suggerito di non bere se dovevo guidare, al contrario di quello che mi dicono alcuni amici. Ho fatto una scelta sana ed il tuo consiglio è stato giusto. Quando la festa e finita, la gente ha iniziato a guidare senza essere in condizioni di farlo. Io ho preso la mia macchina con la certezza che ero sobria. Non potevo immaginare, mamma, ciò che mi aspettava... Qualcosa di inaspettato! Ora sono qui sdraiata sull'asfalto e sento un poliziotto che dice: "Il ragazzo che ha provocato l'incidente era ubriaco". Mamma, la sua voce sembra così lontana... Il mio sangue è sparso dappertutto e sto cercando,con tutte le mie forze, di non piangere. Posso sentire i medici che dicono: "Questa ragazza non ce la farà". Sono certa che il ragazzo alla guida dell'altra macchina non se lo immaginava neanche, mentre andava a tutta velocita. Alla fine lui ha deciso di bere ed io adesso devo morire... Perchè le persone fanno tutto questo, mamma? Sapendo che distruggeranno delle vite? Il dolore è come se mi pugnalasse con un centinaio di coltelli contemporaneamente. Dì a mia sorella di non spaventarsi, mamma, di a papà di essere forte. Qualcuno doveva dire a quel ragazzo che non si deve bere e guidare... Forse, se i suoi glielo avessero detto, io adesso sarei viva... La mia respirazione si fa sempre piu debole e incomincio ad avere veramente paura... Questi sono i miei ultimi momenti,e mi sento così disperata...Mi piacerebbe poterti abbracciare mamma, mentre sono sdraiata, qui, morente. Mi piacerebbe dirti che ti voglio bene per questo... Ti voglio bene e.... addio. Queste parole sono state scritte da un giornalista che era presente all'incidente. La ragazza, mentre moriva, sussurrava queste parole ed il giornalista scriveva...scioccato. Questo giornalista ha iniziato una campagna contro la guida in stato di ebbrezza. Se questo messaggio è arrivato fino a te e lo cancelli... Potresti perdere l'opportunita, anche se non bevi, di far capire a molte persone che la tua stessa vita è in pericolo. Questo piccolo gesto può fare la differenza. Non ti costa nulla: mettilo sulla tua firma grazie

 
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