eccolo
BATTAGLIA NEL FANGO
Tre figure stavano avanzando velocemente nella foresta dirigendosi verso il villaggio dell'erba, la prima era affiancata da un grosso cane, a chiudere la fila era una ragazza dai lunghi capelli neri che osservava la persona davanti a lei, un ragazzo biondo con lo sguardo perso nel vuoto.
- Ci siamo ragazzi, Akamaru ha fiutato qualcosa – disse la prima figura fermandosi.
Hinata si fermò accanto a lui, attivò il Byakugan e dopo pochi secondi – Ecco, lo vedo, si trova a quattro kilometri a nord-est da qui.
- Andiamo.
Dopo poco i tre giunsero nei pressi di una radura, ai piedi di un grosso albero era seduto un uomo.
- Eccoci, è lui – disse Hinata – però, in lui c'è qualcosa di strano.
- Non importa, muoviamoci – disse Naruto uscendo allo scoperto e lanciando uno shuriken verso l'uomo che colpito dall'arma si dissolse in un cumulo di fango.
- Sorpresi? – disse l'uomo spuntando da dietro Kiba e Hinata.
I due ragazzi schizzarono lontano dall'uomo e andarono ad affiancare Naruto.
L'uomo uscì dai cespugli, aveva dei lunghi capelli marroni raccolti in una coda, occhi grigi e sembrava piuttosto provato – Tsk, se voi tre mocciosi siete tutto quello che Konoha è riuscita a trovare allora siete messi proprio male, ma lasciate che mi presenti: sono Doromaru Kurogi, l'artefice della vostra fine!
- Staremo a vedere – disse Kiba lanciandosi contro l'avversario – zanne perforanti!
Un muro di fango nero sbarrò la strada a Kiba che venne sbalzato via e atterrò con un tonfo al punto di partenza.
- Tsk, piccolo moccioso, la mia difesa di fango è praticamente impenetrabile, non ti sarà facile colpirmi.
- Ora tocca a me, tecnica della moltiplicazione del corpo! - urlò Naruto creando una decina di copie che si avventarono sull'avversario. Questa volta il fango si protrasse verso i cloni di Naruto afferrandoli per poi stringerli e farli esplodere.
- Hinata – disse Kiba – cerca i punti deboli.
- Ok, Byakugan – Hinata osservò il fango per alcuni secondi, poi d'improvviso impallidì.
- Hinata, che ti succede? - chiese Naruto.
- Non-non è possibile – disse tremante la ragazza – non ha alcun punto debole.
- Ve lo avevo detto, mocciosi, che non sarete mai riusciti a sconfiggermi.
- Drago acquatico! – urlò una voce femminile dal fitto del bosco, quindi un enorme drago d'acqua si schiantò sullo scudo di fango di Doromaru. Subito dopo una ragazza comparve dalla parte opposta tentando di colpire Doromaru, il fango però si dimostrò più veloce di lei, afferrandola per una gamba e lanciandola contro un albero.
- Bastardo! – urlò Kiba lanciandosi contro Doromaru.
Naruto afferrò Kiba per un braccio – Fermo Kiba, ho un piano, tu colpiscilo ripetutamente, al resto penso io.
- Ok, zanne perforanti – Kiba e Akamaru si scagliarono contro Doromaru che creò una sfera di fango per difendersi.
Mentre Kiba continuava a colpire la sfera di fango in ogni punto possibile, Naruto si preparò ad utilizzare il Rasengan.
- Muoviti Naruto – urlò Kiba.
- Un attimo, ecco ci sono, Rasengan!
Naruto corse verso Doromaru e colpì lo scudo di fango con il Rasengan senza però riuscire a penetrarvi, al contrario il fango si protese verso Naruto al fine di inglobarlo.
Cazzo, qui si mette male, mi serve il chakra vento, però...chi se ne frega, tentiamo.
Naruto infuse un po' di chakra vento nel Rasengan che aumentò di potenza distruggendo la barriera di fango per poi colpire nel ventre Doromaru che venne sbalzato privo di sensi a parecchi metri di distanza, mentre Kiba e Hinata correvano in soccorso di Naruto, chino a terra con il braccio dolorante.
- T-tutto bene, Naruto-kun? - chiese Hinata.
- Io sto bene, ma non posso dire lo stesso della ragazza di prima – rispose Naruto guardando la kunoichi che li aveva aiutati poco prima, era ancora li, ai piedi dell'albero.
I tre si diressero verso di lei, giaceva a terra, svenuta; doveva avere pressappoco la loro stessa età, aveva i capelli di un rosso cupo, quasi marrone, leggermente mossi e raccolti in una coda e indossava una divisa da chunin.
- Ehilà, mi senti? - chiese Kiba scuotendo leggermente la ragazza, ma lei diede segni di ripresa solo quando Akamaru le diede una leccata in faccia – c-che... cosa... – disse ancora intontita.
- Ti sei svegliata finalmente – disse kiba.
Lei aprì gli occhi rivelando due iridi verde smeraldo, vide Kiba e arrossì.
- Chi... chi siete – farfugliò rimettendosi a sedere ed estraendo un kunai.
Kiba indietreggiò e cadde a terra – Tranquilla, tranquilla, non vogliamo farti del male.
- Ha ha! Comunque, grazie per averci aiutato prima – disse Naruto porgendole una mano.
La ragazza afferrò la mano di Naruto e si mise in piedi – Di nulla, ma ora dove si trov... - s'interruppe appena vide Doromaru steso a terra poco lontano – c-come avete fatto??! – esclamò stupita.
- Tutto merito mio! – disse Naruto.
- Come no, senza di me ora saresti una frittella – ribatté Kiba.
- Ma se tu non hai fatto niente!
- Vuoi vedere come non faccio niente? - Kiba si avventò su Naruto.
- Devi scusarli – intervenne Hinata – sono un po' infantili, a proposito, io sono Hyuga Hinata, di Konoha.
- Uzumaki Nizu, del villaggio di Uzu – disse la ragazza lasciando allibiti i suoi interlocutori.
- E così sei il figlio di Kushina, incredibile – Nizu si trovava in groppa ad Akamaru, era ancora indolenzita per lo scontro, e Naruto le aveva appena raccontato la sua storia.
- Forte vero? - disse Naruto.
- Ehi, siamo quasi arrivati – annunciò Kiba – forza Akamaru, vediamo chi arriva prima – i due aumentarono di velocità, trascinandosi dietro Nizu strillante.
- A quanto pare siamo rimasti soli – disse Naruto fermandosi.
Hinata si fermò a sua volta e raggiunse Naruto – Naruto-kun...
- Hinata – la interruppe Naruto – prima di partire ti ho sentito parlare con tua sorella – Hinata sobbalzò – parlavate di me, vero? - continuò Naruto.
Hinata cominciò a tremare – N-Naruto-kun io...
- Ti prego dimmi cosa avete detto – urlò Naruto afferrando Hinata per le spalle.
- Si!!! Missione compiuta – esultò Hanabi dalla sua stanza – non pensavo sarebbe stato così facile!
- Così facile, cosa? - Hiashi era appena entrato.
- Niente, niente, papà, scusa ma devo andare, ciao – disse Hanabi uscendo dalla stanza e scendendo in fretta le scale, diretta verso le porte di Konoha.
- Torna subito qui! – urlò Hiashi senza ottenere risposta – maledetto Uzumaki!
»Yagura
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Yondaime~







SUIKA
Yes,we can.
-->Me In Efp!!<--


CITAZIONE
Mamma, sono uscita con amici. Sono andata ad una festa e mi sono ricordata quello che mi avevi detto: di non bere alcolici. Mi hai chiesto di non bere visto che dovevo guidare, cosi ho bevuto una Sprite. Mi son sentita orgogliosa di me stessa, anche per aver ascoltato il modo in cui, dolcemente, mi hai suggerito di non bere se dovevo guidare, al contrario di quello che mi dicono alcuni amici. Ho fatto una scelta sana ed il tuo consiglio è stato giusto. Quando la festa e finita, la gente ha iniziato a guidare senza essere in condizioni di farlo. Io ho preso la mia macchina con la certezza che ero sobria. Non potevo immaginare, mamma, ciò che mi aspettava... Qualcosa di inaspettato! Ora sono qui sdraiata sull'asfalto e sento un poliziotto che dice: "Il ragazzo che ha provocato l'incidente era ubriaco". Mamma, la sua voce sembra così lontana... Il mio sangue è sparso dappertutto e sto cercando,con tutte le mie forze, di non piangere. Posso sentire i medici che dicono: "Questa ragazza non ce la farà". Sono certa che il ragazzo alla guida dell'altra macchina non se lo immaginava neanche, mentre andava a tutta velocita. Alla fine lui ha deciso di bere ed io adesso devo morire... Perchè le persone fanno tutto questo, mamma? Sapendo che distruggeranno delle vite? Il dolore è come se mi pugnalasse con un centinaio di coltelli contemporaneamente. Dì a mia sorella di non spaventarsi, mamma, di a papà di essere forte. Qualcuno doveva dire a quel ragazzo che non si deve bere e guidare... Forse, se i suoi glielo avessero detto, io adesso sarei viva... La mia respirazione si fa sempre piu debole e incomincio ad avere veramente paura... Questi sono i miei ultimi momenti,e mi sento così disperata...Mi piacerebbe poterti abbracciare mamma, mentre sono sdraiata, qui, morente. Mi piacerebbe dirti che ti voglio bene per questo... Ti voglio bene e.... addio. Queste parole sono state scritte da un giornalista che era presente all'incidente. La ragazza, mentre moriva, sussurrava queste parole ed il giornalista scriveva...scioccato. Questo giornalista ha iniziato una campagna contro la guida in stato di ebbrezza. Se questo messaggio è arrivato fino a te e lo cancelli... Potresti perdere l'opportunita, anche se non bevi, di far capire a molte persone che la tua stessa vita è in pericolo. Questo piccolo gesto può fare la differenza. Non ti costa nulla: mettilo sulla tua firma grazie